Primi piatti con la 'nduja Tempo fa iniziai su questo blog a scrivere qualche idea su come consumare la 'nduja.
E dopo aver... [leggi il post]Le cucchiare di legno di Genuario
“Le cucchiare di legno, espressione "gentile" della cultura pastorale, sono una testi... [leggi il post]
In Calabria questo prodotto è tipicamente chiamato miele di fichi, ma, non avendo nulla a che fare con le api, la legge non permette di chiamarlo così. Ma in cosa consiste? Il miele di fichi viene prodotto facendo bollire i fichi in un po' d'acqua, tirandoli fino ad ottenere una densità molto simile a quella del miele.
Nella tradizione calabrese, il miele di fichi viene usato nella pasticceria, ad esempio nella produzione dei mostaccioli. Ma in realtà, questo estratto di fichi sta riscuotendo ultimamente enorme successo come ideale accompagnamento di formaggi e carni.
Ma cosa rende speciale questo estratto? Sicuramente il fatto che è fatto esclusivamente con fichi, tutti sempre e solo della zona di Cosenza. Sicuramente il fatto che non viene aggiunto nessun ingrediente oltre ad un po' d'acqua durante la cottura. Ma soprattutto, ciò che distingue il nostro estratto di fichi sta nella sua densità. Il nostro cotto di fichi infatti viene venduto in vasetto, non in piccole bottiglie, perchè la sua densità è quella della tradizione calabrese, che appunto ha dato a questo prodotto il nome di miele di fichi.
Per dare un'idea, per ottenere un vasetto di estratto di fichi di 110 grammi come questo in vendita, serve più di un kg di fichi.
Si presta come ingrediente per moltissimi usi, ma suggeriamo di provarlo assoltamente su un filetto di manzo: un filo di estratto, a mo' di aceto balsamico, dona al filetto un gusto assolutamente inimitabile.